[MSN] Sul 'Los Angeles Times' Il J'Accuse! del Direttore del Getty Museum]
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Mon Dec 4 15:54:22 CET 2006
Sul 'Los Angeles Times' Il J'Accuse! del direttore del Getty Museum
di Chiara Zamin
New York
America Oggi/ Oggi7
3 Dec 06
Misteri e incomprensioni. La diatriba tra il Getty Museum e il Ministero
dei Beni Culturali italiano pare essere entrata nella fase di standby
sebbene la settimana appena trascorsa ha riservato altre "sorprese" sulla
vicenda. Martedì 28 novembre, il direttore del Getty Museum, Michael
Brand, scrive un commento sul Los Angeles Times in cui spiega la sua
posizione dando la sua versione dei fatti. Tra le varie asserzioni, alcune
delle quali abbiamo già sentito numerose volte in queste ultime settimane,
vi è la seguente: "We acknowledge that the Getty must do its part to
resolve this matter. But Italy must resist the temptation to allow
political concerns to eclipse the goal of art museums around the world to
give the public access to our shared art and cultural heritage. eventually
we were told formally that the political climate in Italy precluded any
agreement without the transfer of the "Statue of a Victorious Youth.." .
Secondo il museo Americano tutta la vicenda è una questione politica.
Brand continua infatti dichiarando che "such claims cannot override the
substantial legal evidence supporting the Getty's ownership of the statue,
including the fact that the statue was obtained by the museum in 1977 only
after Italian courts had declared that there was no evidence that it
belonged to Italy".
Non è d'accordo il Ministro Rutelli che proprio in questi giorni facendo
visita in diverse città statunitensi, tra cui New York ha ribadito i
diritti dell'Italia sul Lisippo trafugato, contestando in particolare che
sia stato ritrovato in acque internazionali al largo di Fano. "Anche se
così fosse" spiega però il vicepremier, "la statua, come riconosce il
Getty, é passata per l'Italia, da dove è uscita senza autorizzazione, in
barba alla legge in vigore". "Ad ogni modo, - conclude Rutelli- non si
riuscirebbe a capire come un museo prestigioso come il Getty potrebbe
rinunciare all' obbligo morale di restituire opere inequivocabilmente
acquistate attraverso trafficanti e con procedure illegali".
Se con il Metropolitan di New York ed il Fine Arts (Mfa) di Boston, che
hanno accettato di restituire opere rubate all'Italia, è stata avviata una
intensa collaborazione, con il Getty di Los Angeles i rapporti oscillano
tra incomprensioni, battibecchi e sforzi reciproci per trovare
eventualmente un accordo. Il ministro non ha nessun dubbio sull'esito di
queste vicende: "Tutte le opere rubate devono tornare a casa", ha ribadito
ancora una volta davanti ai giornalisti. Il Getty di Los Angeles si è
detto pronto a restituire all'Italia la Venere di Morgantina fra un anno
se, e solo se, il museo californiano non potrà dimostrare che le
appartiene in tutta legalità. Mentre sul bronzo di Lisippo, trovato al
largo di Fano, il Getty di Los Angeles, è determinato a rivendicarne la
proprietà. Brand ha perfino invitato il ministro Rutelli a visitare la
Getty villa di Pacific Palisades, a Los Angeles, che ospita sia la Venere
sia il Lisippo. Come continua Brand sul Los Angeles Times , "The Getty
agreed to provide a formal, written position regarding our claim to
ownership".
Questione politica, legale o deontologica? Sulla Statua di Lisippo
entrambe le parti non intendono cedere e nell'aria sfreccia una sorta di
minaccia: se il Getty non restituisce il bronzo, il Ministro italiano
lascia alludere che "si prenderanno provvedimenti".
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