[MSN] Due frati nell'inchiesta sul furto della statuina dell'Ara Coeli. E un traffico di reliquie
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Fri Feb 23 19:01:24 CET 2007
Bambinello rubato, indagini in convento
Due frati nellinchiesta sul furto della statuina dellAra Coeli. E un
traffico di reliquie
mercoledì 21 febbraio 2007
di ALFREDO VACCARELLA TREDICI anni di mistero, tredici anni dindagini. Una
caccia che in tutto questo tempo non si è mai fermata, continuando a
riservare colpi di scena. Per il Bambinello rubato a Roma nella Basilica
dellAra Coeli nel lontano febbraio 1994, si è indagato ovunque e su
chiunque. Perfino su due frati del convento francescano. La notizia
allepoca non venne diffusa per ovvie ragioni di opportunità, oggi invece
viene rivelata dal generale dei carabinieri Roberto Conforti, che allepoca
guidò il Comando Tutela Patrimonio Culturale dellArma. Conforti parla a
margine della presentazione del film «Tode Tì» del regista esordiente
Valerio Esposito, che proprio dal furto della statuina parte per cercare il
finale a sorpresa di un noir tutto da vedere. La fantasia che prende spunto
dalla realtà, dunque, ma anche una realtà che a volte supera la fantasia,
come nel caso del Bambinello. Secondo il generale, «non bisogna cercare
troppo lontano dal convento, è in quellambiente che vanno trovate le
ragioni del colpo». E racconta, Conforti, di due frati che negli anni
successivi furono indagati per un misterioso traffico di reliquie e per
degli scavi clandestini nella cripta della Basilica. La vicenda prende le
mosse dalla scoperta di una serie di furti in alcune chiese del Viterbese,
di opere darte ma anche e forse soprattutto di reliquie di santi. Fu
proprio lavorando sulla sparizione della statuina di Roma che i carabinieri
del Tpc arrivarono a controllare i movimenti di uno dei religiosi del
convento, scoprendo che era lui lautore dei colpi nella Tuscia. Dalle
perquisizioni che seguirono emersero non solo varie reliquie trafugate
altrove e nascoste allAra Coeli - ovviamente allinsaputa dei confratelli -
ma anche unampia corrispondenza che faceva riferimento a floridi scambi fra
collezionisti. Fu da quel filone dinchiesta, che portò allarresto
delluomo, che emersero altre due vicende dai contorni a dir poco
incresciosi. Con un altro frate - esterno al convento - luomo aveva
effettuato degli scavi clandestini nella cripta sotto la cappella delle
Reliquie dellAra Coeli, riportando alla luce e rivendendo reperti
archeologici depoca romana. I militari scoprirono anche le ricevute di una
nota casa daste della Capitale per un valore di circa 90 milioni di lire.
Da ultimo, il ritrovamento di un corale del Seicento diretto in Germania e
rubato allAra Coeli riportò gli inquirenti sulle orme delluomo. I
carabinieri risalirono al primo venditore delloggetto, che però per
tutelarsi aveva preteso la fotocopia del documenti di colui che glielaveva
procurato: proprio il frate con la passione per le reliquie. In questultimo
caso il religioso se la cavò con la giustizia per il rotto della cuffia, ma
fu trasferito altrove, vicino a Tivoli. Per anni i carabinieri hanno cercato
di collegarlo alla scomparsa della statuina, senza mai trovare elementi.
Unassenza di prove che in qualcuno ha fatto sorgere un ultimo dubbio: che
il Bambinello sia stato rubato proprio per far ricadere i sospetti sul
frate. Luomo aveva contatti con un mondo oscuro fatto di personaggi
misteriosi e inquietanti. Che potrebbero aver voluto colpirlo in questo
modo. a.vaccarella at iltempo.it
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1141327&Sectionid=4&Edit
ionid=5
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