[MSN] Un furto sacrilego e per questo ancora più odioso, è stato consumato nei giorni scorsi nella parrocchiale di San Bassiano.

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Thu Mar 1 06:59:01 CET 2007


Pizzighettone. I ladri hanno strappato gli antichi decori col leone dalla
balaustra del presbiterio. Grave danno 
Furto in chiesa, rubati gli stemmi 
Sono i simboli del borgo sull’Adda



di Luca Ugaglia PIZZIGHETTONE — Un furto sacrilego e per questo ancora più
odioso, è stato consumato nei giorni scorsi nella parrocchiale di San
Bassiano. Dai pilastri delle balaustre del presbiterio, ai quali erano
saldamente uniti da una vita, sono spariti i due fregi di marmo raffiguranti
lo stemma comunale di Pizzighettone, quel leone rampante simbolo ufficiale
del borgo rivierasco. Il loro valore economico dovrebbe aggirarsi attorno ai
cinquemila euro, mentre quello affettivo è incalcolabile.

A detta del parroco don Vilmo Realini, che sabato ha scoperto il furto e lo
ha denunciato ai carabinieri, gli stemmi dovevano infatti trovarsi al loro
posto da lungo tempo. «Le balaustre risalgono al 1674 — riferisce
l’arciprete — e se anche i due ornamenti sono stati collocati in seguito,
hanno comunque una età pluricentenaria». Per i ladri colpire non deve essere
stato troppo complicato: la mancanza di alcun segno di effrazione alla porta
d’ingresso della chiesa parrocchiale conferma che hanno agito in pieno
giorno. Con ogni probabilità si sono fatti rinchiudere all’interno della
parrocchiale durante la pausa pranzo e hanno avuto così tutto il tempo per
staccare i fregi dai parapetti utilizzando arnesi del mestiere. Senza
l’assillo di essere scoperti, hanno potuto agire con calma e una volta
riaperta la chiesa, senza farsi scorgere, hanno tagliato la corda
nascondendo il ‘bottino’ in una borsa. La pista più probabile sulla quale
stanno già indagando gli uomini della stazione locale dell’Arma, guidati dal
luogotenente Alessio Domenighini, è proprio quella del classico furto su
commissione: gli stemmi devono aver fatto gola a qualche spregiudicato
collezionista d'arte che magari, mischiato ai numerosi turisti che visitano
il paese, è entrato in chiesa e li ha subito adocchiati. E’ amareggiato, don
Vilmo: «Quando succedono questi fatti rincresce sempre, perché la chiesa è
un bene della comunità e quando si ruba in una chiesa si ruba alla comunità.
Non sono in grado di stabilire il giorno esatto in cui li hanno asportati,
forse giovedì o venerdì, perché a dir la verità non mi sono accorto subito;
essendo di piccole dimensioni, la loro mancanza non mi è balzata subito
all’occhio. Secondo me — conclude il sacerdote — i ladri hanno compiuto dei
sopralluoghi preliminari per stabilire le modalità con le quali colpire.
Hanno sicuramente notato che è mia abitudine chiudere ogni giorno la chiesa
alle 12,15 e riaprirla alle 14,30. Potrebbe dunque darsi che si siano
nascosti da qualche parte per agire indisturbati. Se, come penso, il furto è
stato ordinato da un esperto, sarà molto difficile riuscire a ritrovarli».

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