[MSN] Riccardo Ravera dei Ros sospettato di traffico d'opere d'arte
MSN
msn-list at te.verweg.com
Thu Mar 6 20:37:52 CET 2008
Riccardo Ravera dei Ros sospettato di traffico d'opere d'arte
Il procuratore Maddalena lo aveva lodato
Estorsione per il vice di "Ultimo"
E lui restituisce la medaglia
di NICCOLO ZANCAN
TORINO - "Arciere" restituisce la medaglia: "Egregio presidente, chi le
scrive è Riccardo Ravera, soldato fra i suoi soldati. La mia vita è
distrutta, la mia dignità calpestata, ma non posso permettere che il fango
delle accuse macchi il prezioso simbolo...". Scrive il braccio destro di
"Ultimo", il carabiniere che il 15 gennaio del 1993 arrestò Totò Riina.
Scrive da semplice maresciallo per dire che si sente abbandonato da tutti,
ora che è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in
estorsione. Per i pm torinesi Andrea Padalino ed Enrico Arnaldi di Balme è
complice di una banda di nomadi sinti specializzati in razzie d'opere
d'arte. "Ho moglie e due figli e guadagno 1.500 euro al mese - dice lui con
gli occhi lucidi - ma non ho mai tradito lo Stato".
Di sicuro è protagonista di un declino inesorabile. Per ogni successo, una
retrocessione di carriera. La stessa sorte toccata ai compagni di squadra
del Ros. Dalla guerra alla mafia alla malinconica stazione di Pinerolo, fino
a un ruolo da investigatore per il Nucleo Tutela Patrimonio artistico di
Torino. Il maresciallo Ravera era lì dove non doveva succedere niente. Ma la
notte fra il 18 il 19 febbraio 2004 accade qualcosa di clamoroso. Furto alla
Palazzina di Caccia di Stupinigi, residenza estiva dei Savoia, patrimonio
dell'Ordine del Mauriziano.
Rubati gli arredi, opere del Piffetti e del Bonzanigo, per un valore di 8
milioni e 520 mila euro. Per due anni il maresciallo Ravera è in prima fila
nelle indagini. Gestisce i contatti con gli informatori. Tratta il riscatto
sulla refurtiva: 250 mila euro messi a disposizione dalla Axa Assicurazioni.
Il 26 novembre 2005 i mobili ricompaiono nelle campagne a trenta chilometri
da Torino. Particolare interessante: 34 i pezzi denunciati, 42 quelli
ritrovati. Mistero nel mistero. Ma prevale l'enfasi per il risultato
investigativo. Il maresciallo viene insignito con la medaglia ai benemeriti
dell'arte e della cultura da parte del presidente della Repubblica, Carlo
Azeglio Ciampi. Riceve encomi.
Mentre le indagini sul furto proseguono fino al 20 giugno 2007. Quando
finiscono in manette quindici nomadi sinti. Fra questi anche l'informatore
del maresciallo Ravera. Risultato: lui, con un poliziotto della Polstrada di
Saluzzo, ora è indagato per concorso in estorsione.
Ed eccolo "Arciere", il maresciallo Ravera, nello studio dell'avvocato
Loredana Gemelli: "Il mio assistito ha sempre agito informando
quotidianamente tutta la catena di comando. Ogni movimento, ogni contatto
preso con gli informatori, è stato concordato con la Procura e il comando
dei Carabinieri". C'è una lettera che sembrerebbe dare ragione a Ravera.
L'ha scritta il procuratore capo di Torino, Marcello Maddalena, nel dicembre
2005.
È indirizzata al comandante generale dell'Arma, Luciano Gottardo: "Desidero
esprimere all'Autorità le espressioni del mio sincero compiacimento per la
professionalità dimostrata dagli ufficiali di polizia giudiziaria del Nucleo
Tutela patrimonio culturale di Torino... Il maresciallo Ravera ha dato prova
di particolari capacità investigative, di tenacia, di professionalità e di
correttezza, dote assolutamente essenziale nel corso di un'investigazione
che, avvalendosi della rete confidenziale da lui gestita, poneva problemi di
deontologia e di giusta cautela...".
(5 marzo 2008)
More information about the MSN-list
mailing list